FLOW – Reti di Opportunità: una rete provinciale per intercettare e riattivare i giovani NEET

futuro e giovani

Il 26 maggio, nella Sala Libretti del Giornale di Brescia, è stato presentato ufficialmente FLOW – Reti di Opportunità, il progetto provinciale nato per contrastare il fenomeno dei giovani NEET (Not in Education, Employment or Training), ragazzi e ragazze tra i 16 e i 29 anni che oggi non studiano, non lavorano e non stanno seguendo percorsi formativi.

Un momento pubblico che ha riunito istituzioni, cooperative sociali, enti del territorio e soggetti coinvolti in una delle più ampie alleanze provinciali dedicate al tema dell’inclusione giovanile.

 

Una risposta condivisa a una sfida complessa

Secondo le stime presentate durante l’incontro, nella provincia di Brescia sono oltre 10.000 i giovani che si trovano in una condizione di inattività e isolamento sociale. Un fenomeno che non riguarda soltanto l’accesso al lavoro, ma coinvolge aspetti relazionali, educativi e psicologici, con ricadute significative sulle persone e sull’intera comunità.

FLOW nasce proprio dalla consapevolezza che una sfida così complessa non possa essere affrontata da un singolo soggetto. Per questo il progetto mette in rete oltre 250 realtà tra cooperative sociali, enti del Terzo Settore, istituzioni, scuole, aziende, amministrazioni pubbliche, parrocchie e centri per l’impiego, con l’obiettivo di costruire percorsi personalizzati di riattivazione per i giovani più distanti dai servizi tradizionali.

FLOW si sviluppa grazie anche alle risorse messe a disposizione dal bando regionale ZeroNEET, sostenuto da Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, che ha assegnato al progetto un finanziamento di 3,7 milioni di euro complessivi. La rete FLOW coinvolge cinque partenariati territoriali guidati da altrettante cooperative sociali, oltre CAUTO gli altri capofila sono: Comunità Fraternità, Essere, Il Calabrone e La Sorgente.

A garantire il coordinamento strategico dell’iniziativa è una cabina di regia guidata da Confcooperative Brescia, con il coinvolgimento di Provincia di Brescia, Camera di Commercio di Brescia, Fondazione della Comunità Bresciana e Centri per l’Impiego, chiamati a favorire la connessione tra politiche attive, sistema produttivo e rete sociale del territorio.

 

Intercettare gli invisibili

Uno degli aspetti più innovativi del progetto riguarda la capacità di raggiungere quei giovani che spesso non chiedono aiuto e che rischiano di rimanere invisibili ai servizi.

L’approccio di FLOW parte infatti dall’ascolto e dalla prossimità. In molti casi sono insegnanti, educatori, allenatori, familiari o figure di riferimento del territorio a segnalare situazioni di fragilità, permettendo alla rete di attivarsi prima che l’isolamento diventi una condizione permanente.

Per facilitare questo processo è stato realizzato anche il portale www.reteflow.it, uno strumento per l’autocandidatura ai percorsi proposti o attraverso cui chiunque intercetti una situazione di disagio giovanile può contribuire ad avviare un percorso di accompagnamento e supporto.

 

Il contributo di CAUTO

All’interno della rete provinciale, Rete CAUTO coordina il partenariato che coinvolge i territori di Brescia, Brescia Est e Garda. Il modello proposto da FLOW si fonda sull’esperienza sviluppata – tra il 2023 e il 2025 sul Garda – attraverso Green Academy, progetto che ha consentito di sperimentare sul campo approcci, strumenti e relazioni territoriali per il coinvolgimento dei giovani in condizione di fragilità. Le competenze maturate sono oggi messe a sistema in un intervento più ampio che integra intercettazione, presa in carico educativa, attivazione professionale e percorsi di socializzazione, con l’obiettivo di generare opportunità concrete e durature.

L’inserimento lavorativo non viene considerato come il punto di partenza, ma come l’esito di un percorso più ampio di riattivazione personale. L’obiettivo è ricostruire fiducia, relazioni e autonomia, offrendo ai giovani spazi protetti in cui sperimentarsi gradualmente, senza la pressione della performance immediata.

I percorsi previsti comprendono attività di orientamento, laboratori, esperienze formative, coaching individuale, tirocini e accompagnamento verso opportunità lavorative, costruiti su misura sulle esigenze e sulle potenzialità di ciascuna persona.

 

Una rete che genera opportunità

FLOW rappresenta un modello innovativo di collaborazione territoriale che punta a superare la frammentazione degli interventi, mettendo in connessione competenze educative, sociali e professionali.

L’obiettivo non è soltanto favorire l’inserimento lavorativo, ma accompagnare i giovani nella costruzione di nuove prospettive di vita, restituendo loro la possibilità di immaginare e progettare il proprio futuro.

Perché contrastare il fenomeno NEET significa prima di tutto creare relazioni, costruire fiducia e generare opportunità concrete attraverso una comunità capace di prendersi cura delle persone.

 

Leggi l’articolo completo del Giornale di Brescia.

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